Eventi e News

 

LA VALLE DEL "GIGANTE BIANCO"

Manifestazione sulla razza Chianina nella zona di origine: la Valdichiana

Re indiscusso il "gigante bianco"
di Roberto Vitali
Regina della tavola è stata la carne Chianina Igp, osannata nei 3 giorni di festa. Tra i piatti a base di Chianina presentati dai cuochi ha vinto quello di Silvano Bacci di Siena. Il Premio Ezio Marchi per la divulgazione scientifica è stato assegnato ad Augusto Tocci di Linea Verde-Orizzonti Rai

BETTOLLE (SI) - Godono i miei occhi (e la mia mente) mentre in auto ammiro le dolci colline primaverili, colorate di verde intenso, tra Siena e Bettolle (Si). Dalla “Settimana dei vini” aperta alla Enoteca italiana di Siena sto passando alla “Valle del gigante bianco”, la Val di Chiana, dove è in corso la manifestazione per la valorizzazione della razza Chianina nella zona di origine.
Qui a Bettolle, frazione di Sinalunga, da sei anni un gruppo di persone appassionate della storia e dei prodotti del loro territorio organizzano, con grande sforzo e impegno personale, una “tre giorni” all’insegna dell’animale simbolo di questa terra, la “chianina” appunto.
Perché Bettolle si proclama capitale della Chianina? «La razza Chianina, certamente di origini antichissime, già apprezzata da Etruschi e Romani - ci spiega Giovanni Corti, presidente dell’Associazione Amici della Chianina - è attualmente frutto di una selezione iniziata nella seconda metà dell’Ottocento, di cui fu protagonista il professore Ezio Marchi (1869-1908), il personaggio più illustre del nostro paese, considerato il padre della Chianina. Fu lui a studiare geneticamente e a migliorare la razza, facendo passare la Chianina da animale da lavoro ad animale da carne. Dopo di lui le selezioni continuarono qui negli allevamenti di Bettolle, poi la Chianina fu portata anche oltre oceano per migliorare altre razze ma è qui la sua culla e con la nostra iniziativa vogliamo rivendicare questo primato e incentivare gli allevamenti che ancora esistono soprattutto in Toscana, Umbria e alto Lazio». 

La Chianina, quindi, il bovino più grande al mondo, imponente nel suo mantello bianco, come simbolo del territorio della Val di Chiana, detta appunto “La valle del gigante bianco”.
Oggi la carne Chianina è universalmente conosciuta come una delle migliori al mondo, grazie anche alla fama che si è saputa conquistare con il mito gastronomico della bistecca “fiorentina”.
Oggi la razza e la carne sono identificate e protette dal marchio europeo “Igp”, marchio assegnato al “Vitellone bianco dell’Appennino centrale” e difeso dal Consorzio di tutela del Vitellone bianco dell’Appennino centrale. Sì, perché il marchio e il nome garantiscono la carne delle migliori tre razze bovine italiane da carne: insieme alla Chianina, la Romagnola e la Marchigiana. “Vitellone” perché da sempre la produzione migliore dei bovini da carne si ottiene da soggetti di età compresa tra 12 e 24 mesi. “Bianco” perché i bovini di queste razze hanno il mantello bianco. “Dell’Appennino centrale” perché rappresenta l’indicazione di origine, la zona dove tradizionalmente le razze bovine italiane sono allevate da millenni e garantite da rigorosi controlli sanitari e dall’alimentazione a base di foraggi aziendali.

Ma torniamo alla festa di Bettolle, che si svolge praticamente nel cuore del paese, tutta intorno al monumento che ricorda la figura e l’opera di Ezio Marchi, a cui è intitolato anche un circolo culturale presieduto da Riccardo Terrosi. Tre giorni di iniziative fittissime che toccano l’arte pittorica, la letteratura (presentati cinque nuovi volumi sul territorio, per iniziativa della Associazione Gens Valia presieduta da Franco Boschi), la musica (le note delle band per le vie del paese), i mercati dell’antiquariato, le tradizioni (rappresentato il matrimonio contadino del primo Novecento), ma soprattutto va sul concreto puntando sulla tavola la carne di chianina, ovviamente (nelle macellerie, cucinata per strada e nei ristoranti) e la ricchezza dei vini della zona, tra Chianti Classico, Montalcino e Montepulciano.
Le sfide in piazza tra macellai e cuochi aretini e senesi (Bettolle è proprio al confine tra le due province) hanno rinverdito alla platea di consumatori come si sceglie, si taglia e si usa in cucina questa carne meravigliosa. Sfide “all’ultimo piatto”, con contorno di operatori televisivi e giornalisti che prendono nota per divulgare una cultura antica da non dimenticare.

Prezioso in questa prospettiva il lavoro di Susanna Cutini e Alex Revelli, presentatori televisivi (hanno partecipato anche alla Prova del Cuoco su Rai Uno), in collaborazione con l’Accademia italiana di gastronomia storica di cui è fondatore Mario Giorgio Lombardi da Chianciano. Tra i piatti a base di Chianina presentati dai cuochi ha vinto pari merito  quello firmato da Silvano Bacci di Siena  e  quello firmato da Mauro Giuliacci (Chianciano Hotel Tirrenia) per Arezzo
E la sera, grandi ed eleganti tavolate per cene da re, in cucina i migliori cuochi senesi e aretini, in sala il servizio impeccabile dei sommelier della Fisar guidati dal vicepresidente nazionale NicolaMasiello (nella foto a sinistra, primo a destra) . Per finire i gelati innovativi (al pomodoro, al sedano e all’olio extravergine d’oliva) firmati da “Il cioccolato di Carlo” di Monte San Savino (Ar).
Il Premio Ezio Marchi per la divulgazione scientifica è stato assegnato ad Augusto Tocci di Linea Verde-Orizzonti Rai.

 


Rally di auto storiche a Chianciano Terme

10° edizione di “Modena cento ore classic”
Chianciano Terme (Siena) - Una gara singolare quella che coinvolgerà la cittadina di Chianciano terme con il rally “Modena cento ore classic”, una gara di Regolarità Classica di Auto Storiche, che ha preso il via oggi (11 giugno) e si concluderà il 15 giugno 2010. Organizzata dal T.I.M. Cross di Modena, la gara si svolgerà in quattro giornate a tappe. Il Percorso di gara lungo complessiva di Km. 1031,50 vedrà la cittadina termale coinvolta con le partenze e gli arrivi delle tappe. La gara si svolgerà interamente su strade aperte al traffico con velocità e vedrà coinvolte anche alcune importanti piste automobilistiche. E intanto a Modena, la capitale dell’automobilismo sportivo fervono i preparativi della decima edizione della Modena Cento Ore Classic, un traguardo importante che pone la manifestazione nella invidiata posizione di raggiunto successo e trova apprezzamento soprattutto fra gli stranieri, i quali vedono, nel suo svolgimento, il ripetersi di quelle gesta
che solo le grandi “classiche” del passato, hanno saputo offrire. La sua formula strutturale fatta di piste, strada, paesaggi e feste, si accosta bene a quanto è nel loro immaginario e il parteciparvi li fa sentire simili, sotto il profilo delle emozioni, ai loro predecessori. L’accesso, con uguale dignità e agonismo, è consentito anche a quei piloti che vogliono trattare il proprio mezzo con maggior rispetto e, la sezione regolarità, può permettere loro di essere della “partita” senza avere grossi problemi di assistenza. Il percorso è diverso ogni anno e viene tracciato in base alla dislocazione dei tre autodromi che verranno scelti per le prove in pista e le 12 P. S. per le prove su strada, si terranno nel tragitto di collegamento fra questi. La frequenza dall’edizione di quest’anno sarà biennale.

 PROGRAMMA DELLA GARA
La partenza della 1° Tappa sarà data a MODENA – Parco Novi Sad con inizio alle ore 07.31 del 12/06/2010, e l’arrivo a CHIANCIANO TERME

La partenza della 2° Tappa sarà data a CHIANCIANO TERME con inizio alle ore 08.01 del 13/06/2010, e l’arrivo a CHIANCIANO TERME

La partenza della 3° Tappa sarà data a CHIANCIANO TERME con inizio alle ore 07.31 del 14/06/2010, e l’arrivo a CASTROCARO TERME.

La partenza della 4° Tappa sarà data a CASTROCARO TERME con inizio alle ore 08.01 del 15/06/2010, e l’arrivo a MODENA – Piazza GRANDE

 ARRIVO

Il controllo di arrivo della 1° Tappa sarà collocato in località CHIANCIANO TERME e aperto alle ore 17.23

Il controllo di arrivo della 2° Tappa sarà collocato in località CHIANCIANO TERME e aperto alle ore 16.47

Il controllo di arrivo della 3° Tappa sarà collocato in località CASTROCARO TERME e aperto alle ore 17.52

Il controllo di arrivo della 4° Tappa sarà collocato in località MODENA Piazza Grande e aperto alle ore 17.00

 

 

Studenti da tutto il mondo alla Summer School sulla comunicazione a Chianciano Terme
Dal 2011 la stazione termale diventerà luogo d’incontro internazionale delle politiche educative e scientifiche pubbliche e private nel settore della comunicazione
Chianciano Terme (Siena) – 11 giugno 2010 – Per il sesto anno consecutivo Chianciano Terme è il luogo ideale per studiare. Domani mattina, sabato 12 giugno, nella Sala Fellini del Parco Acqua Santa gli studenti frequentanti la Summer School organizzata dal Prof. Giovanni Bechelloni e dai suoi collaboratori per conto del Consorzio Europeo ERASMUS MUNDUS si ritroveranno per le conclusioni dei lavori. All’edizione di quest’anno, apertasi il 1° giugno, con un Seminario Internazionale sulla Buona Comunicazione, hanno partecipato sia una ventina di studiosi junior e senior provenienti dai maggiori Paesi del mondo: Brasile, Cina, Stati Uniti e Canada, Russia e Spagna, sia ventuno studenti del Master internazionale coordinato dall’Università di Firenze provenienti da 15 diverse nazioni. Con l’edizione di quest’anno si chiude una stagione e se ne apre un’altra che, dal maggio 2011, coinvolgerà un numero maggiore di studenti e studiosi con lo scopo di fare di Chianciano Terme il luogo dove mettere a fuoco le politiche educative e scientifiche, pubbliche e private, per promuovere e realizzare quelle pratiche e quelle strategie di buona comunicazione che possono servire per far funzionare democrazie, rese più aperte e più efficienti perché servite da cittadini ben informati, da buoni cittadini. Come ha discusso l’ultimo oratore ufficiale, il prof. Micheal Schudson della Columbia University di New York. Alla seduta pubblica di sabato 12 giugno, tutta parlata in inglese, prendono parte anche il Sindaco di Chianciano Terme, Gabriella Ferranti, e il Presidente di Terme di Chianciano SpA, Sirio Bussolotti. Il Prof. Bechelloni, i suoi collaboratori e gli studenti tutti sono grati alla cittadinanza di Chianciano Terme, all’Amministrazione Comunale e a Terme di Chianciano SpA per l’accoglienza ospitale e generosa di una iniziativa culturale e scientifica che qui sta crescendo con l’aiuto e l’intelligenza di tanti.

 

 

Al via la Nobile estate di Montepulciano
Dal 9 giugno a fine Luglio
 

Mercoledì 9 giugno al via a Montepulciano il tradizionale appuntamento con “I Mercoledì del Nobile”, il ciclo di incontri promosso dal Consorzio del Vino Nobile, dalla Strada del Vino Nobile e Condotta Slow Food Montepulciano- Chiusi con il patrocinio del Comune di Montepulciano e della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte.Ogni mercoledì, fino alla fine di luglio, nella deliziosa cornice dell’ l’Enoteca del Consorzio del Vino Nobile, tutti gli enoappassionati avranno l’opportunità di scoprire storia, filosofia produttiva e caratteristiche dei vini di Montepulciano, un momento ideale di incontro tra produttore e consumatore. Visto il successo delle precedenti edizioni anche quest’anno ogni serata di degustazione sarà animata dall’abbinamento tra i vini presentati dai produttori di Montepulciano ed alcuni dei migliori prodotti gastronomici locali tra i quali l’Olio Dop Terre di Siena, il formaggio pecorino, la Chianina Igp ed altre tipicità del territorio.Nel ricco cartellone de” I Mercoledì del Nobile” immancabile la musica: grande serata conclusiva in Piazza Grande il 24 luglio con vino e altre prelibatezze in attesa del concerto di mezzanotte a cura della Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.Il Consorzio del Vino Nobile accompagnerà fino a settembre anche la rassegna “Cinema Di… Vino” che si svolgerà ogni martedì e per tutta l’estate presso il complesso termale di Chianciano Terme. Il Consorzio sarà partner dell’iniziativa promossa dalle Terme, precedendo la visione dei film con un aperitivo per gli spettatori. I film avranno tutti come filo conduttore di essere stati girati nel territorio di Montepulciano e Chianciano. Con l’arrivo dell’estate più calda sarà ancora Piazza Grande, il cuore di Montepulciano, ad ospitare gli ormai consueti appuntamenti: il 10 agosto Calici di Stelle. Come al solito per la notte di San Lorenzo la Strada del Vino Nobile di Montepulciano promuoverà iniziative itineranti per le vie del centro storico. Degustazioni, musica, cene nelle contrade del Bravìo delle Botti. Inoltre musica in vari punti del borgo con il concerto finale in Piazza Grande. Vino di nuovo in piazza il 20 agosto con “Cantine in Piazza”, l’evento in collaborazione con il “Magistrato delle Contrade” del Bravìo delle Botti, la storica corsa per le vie del borgo. Sempre quei giorni saranno protagonisti a Montepulciano i piatti della tradizione abbinati al Vino Nobile e cucinati nelle contrade del Bravìo. Torna infatti il fortunatissimo premio “A Tavola con il Nobile”, l’evento enogastromico che vede protagoniste le massaie delle contrade del Bravìo giunto quest’anno alla ottava edizione.

 

 SAN GIOVANNI BATTISTA

Patrono di Chianciano Terme. la raccolta delle messi 
San Giovanni BattistaIl 21 giugno il sole entra nel solstizio d’estate, raggiungendo nel cielo il punto più alto dell’anno e tutta la terra, le piante, e le erbe, si impregnano delle sue vibrazioni luminose e salutari.
Presso gli antichi Romani che veneravano Cerere dea delle messi, proprio in questi giorni cadeva la festa di Fors Fortuna, la dea bendata del caso.
Nella liturgia Cristiana il 24 giugno si ricorda San Giovanni Battista e la tradizione vuole che esista una connessione fra il sole che prende a calare e il Santo “Giovanni che piange”.
In agricoltura le messi stanno per giungere a maturazione e le opere rurali sono ormai avanzate, perciò occorre per portarle a buon compimento l’alleanza del clima e dell’acqua benigna.
L’operazione della mietitura del grano, momento di forte socializzazione con feste rituali di ringraziamento, è fondamentale per la vita della comunità, che addirittura identifica nell'ultima spiga raccolta una forza attiva (Madonna, Regina o Spirito del Grano) da conservare per mescolare con le semenza autunnali a garanzia di un futuro raccolto propizio.
La festa di San Giovanni assume perciò un duplice significato: propiziatorio e purificatore. La comunità rurale và in processione elevando parole di preghiera al Santo. Grandi falò, simbolo della potenza del sole, si appiccano nei poderi per tener lontani spiriti maligni, streghe e animali nocivi. I contadini discorrendo e cantando, trascorrono la notte in attesa di essere bagnati dalla rugiada del Santo che li purificherà da ogni bruttura e impurità. Le erbe colte all’alba del 24 giugno raddoppiano le loro proprietà, purché per reciderle non si utilizzino oggetti metallici. Con il magico mazzolino di 9 specie diverse, composto di artemisia, salvia, iperico, basilico, lavanda, felce, rosmarino, menta e prezzemolo, si può fare molto contro le energie negative. Consumarlo come tisana, immergerlo nell’acqua del bagno o seccarlo per essere conservato quale talismano.
Eccovi alcune ricetta di San Giovanni.
-Vino di artemisia per ritrovare l’appetito.
Mettete a macerare, in un litro di vino bianco secco, cinque sommità fiorite della pianta, insieme ad un bastoncino di cannella e una manciata di petali secchi di rosa rossa. Dopo una settimana, filtrate il liquore e consumatene un bicchierino al giorno prima del pasto.
-Marsala di salvia contro la malinconia.
Prendete delle foglie fresche di salvia e ponetele in un litro di marsala, lasciando in infusione per otto giorni. Filtrate e consumatene un bicchierino al giorno prima del pasto.
-Infuso di lavanda contro raffreddori e tossi ribelli.
Fate un infuso con acqua bollente e fiori di lavanda. Filtrate e consumatene da una a tre tazze al giorno, dolcificando con miele e aromatizzando con una scorzetta di limone.

Bocca di CILIEGIA
 
CiliegieNel linguaggio poetico “bocca di ciliegia” è usato per descrivere una ragazza dalle labbra carnose ed invitanti come il rosso dolce frutto.
Originario dell'Asia Minore, il ciliegio si diffuse in Egitto sin dal VII secolo a.C. e successivamente in Grecia come cita Teofrasto (III sec. a.C.).
La prima testimonianza della sua presenza in Italia risale al II secolo a.C. quando Varrone ne illustrò dettagliatamente l'innesto. Leggenda vuole che sia stato Lucullo a portare dalla Cappadocia le ciliegie "migliori". Più tardi, Plinio il Vecchio ne descrisse dieci varietà nella sua "Naturalis Historia".
Presenti nelle ricche mense rinascimentali, è a partire dal '500 che abbiamo notizie precise della loro coltivazione. Rimangono famose le ciliege che nel '600 provenivano dai frutteti di Versailles, dove ampie serre erano adibite alla coltivazione di frutta per la tavola e gli studi botanici.
L'esegesi biblica le assimilava per il colore rosso intenso al sangue del Redentore, per la dolcezza al buon carattere derivato dalle opere buone. Nell'iconografia cristiana spesso la ciliegia rappresenta il frutto del Paradiso, l'antidoto della mela causa del Peccato Originale.
Diverse sono le superstizioni collegate alla ciliegia. Contando i noccioli rimasti nel piatto alla fine un pasto, le ragazze possono prevedere quando si sposeranno, recitando: “quest’anno, l’anno prossimo, un giorno, mai”, l’ultimo nocciolo contato fornirà la risposta. Se si desidera che un vigneto produca buon vino, bisogna piantarci in mezzo un ciliegio.
Di questa pianta esistono due specie: il "prunus avium" o ciliegio dolce, e il "prunus cerasus" o ciliegio acido. Quest'ultimo è la specie selvatica da cui discendono le varietà da frutto conosciute come amarene, marasche e visciole. Oggi l'Italia, a livello europeo, rappresenta uno dei principali produttori di ciliegia con oltre 150 varietà, derivate dal ciliegio dolce e suddivise in due grandi categorie: le tenerine e le duracine.
Frutti ricchi di zuccheri semplici, sali minerali e vitamine, le ciliege sono molto dissetanti, favoriscono l'abbronzatura e prevengono l'invecchiamento cutaneo. Una cura a base di ciliege, circa una ventina al giorno, la mattina a digiuno, depura e disintossica l'organismo. Ricercatori americani affermano che questi frutti hanno anche proprietà quasi taumaturgiche nella cura dei dolori, perchè ricchi di sostanze assimilabili agli antinfiammatori.
Oltre ad essere deliziose mangiate fresche o conservate sotto spirito, le ciliege vengono adoperate in cucina per fare ricette salate (attenuano i sapori forti della cacciagione), o preparazioni dolci (marmellate, sciroppi, liquori, gelati e torte).
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